Modello Idrogeologico

Indagini geognostiche e ricostruzione del modello idrogeologico del sito

Per il progetto di discarica sono state condotte molte e dettagliate indagini geognostiche dirette e indirette, finalizzate a ricostruire l’assetto geologico e idrogeologico del sito. In particolare sono stati investigati la natura dei terreni interessati dal progetto, i livelli stratigrafici, con particolare attenzione alla circolazione idrica in essi contenuta e alle eventuali interazioni tra i vari circuiti idrici.  

Il sottosuolo può essere schematicamente rappresentato così: i primi 5 – 6 metri di sottosuolo sono costituiti principalmente  da terreni fini, in particolare da limi argillosi sovraconsolidati, aventi permeabilità molto bassa, saturi di acqua, ma non acquiferi (litotipo 1).

Il secondo livello che parte da circa 5 – 6 metri di profondità è costituito principalmente da sabbie fini, e contiene al suo interno un acquifero (Litotipo 2)

C’è una falda acquifera a -0,67 m dal piano campagna?

No, non è presente una falda a quella profondità. I terreni risultano naturalmente saturi a causa delle precipitazioni e, all’interno del litotipo 1, è presente una minima quantità d’acqua. Tuttavia, perché si possa parlare di falda acquifera, è necessario che le acque sotterranee siano in movimento da monte verso valle, con una dinamica di flusso continua. Questo fenomeno si verifica nelle sabbie del litotipo 2 — dove infatti è presente un acquifero attivo —, ma non nei limi argillosi del litotipo 1, dove l’acqua è presente in quantità estremamente ridotta e in condizioni di sostanziale stasi, non costituendo di fatto una falda.

Indagini integrative

Il parere degli esperti

Il via libera arrivato dalla Regione Veneto al progetto della discarica a Sorgà si fonda su un lavoro scientifico oltre che su un articolato programma di analisi e ricerche condotto da esperti dell’Università di Padova e dell’Università La Sapienza di Roma.

Logo università degli studi di Padova
Per rispondere in maniera rigorosa ai dubbi sollevati durante la fase giudiziaria, è stato sviluppato un piano di indagini idrogeologiche straordinario, perfino superiore rispetto a quanto richiesto dal Verificatore del TAR. In aggiunta a numerose altre indagini dirette e indirette, nel sito sono stati installati ben 40 piezometri di controllo per monitorare la situazione idrogeologica. Si tratta di un numero eccezionale, se si considera che mediamente nelle altre discariche ne vengono utilizzati al massimo una decina. Il monitoraggio è stato capillare e continuativo, proseguendo per oltre un anno, da settembre 2024 a novembre 2025. Le verifiche effettuate offrono un quadro chiaro e privo di dubbi, confermando che l’opera è stata progettata nel pieno rispetto delle normative vigenti e con un livello di attenzione alla sicurezza che va persino oltre gli obblighi standard: il rispetto e il superamento di questi requisiti rappresentano la migliore garanzia per la tutela e la sicurezza dell'ambiente e dei cittadini.
Prof. Pietro Zangheri
Docente di Geologia Applicata | Università degli studi di Padova
Gli approfondimenti richiesti dalla sentenza del TAR hanno confermato la solidità del progetto iniziale e sancito la compatibilità ambientale dell’opera. Lo studio eccezionalmente dettagliato del sito ci ha permesso di rispondere senza alcuna incertezza: la distanza del fondo della discarica dall’acquifero è certificata e le garanzie previste dalla legge sono totalmente rispettate
Prof. Giuseppe Zappa
Docente del Dipartimento di Ingegneria Edile, Civile e Ambientale | Università La Sapienza di Roma

Contattaci per saperne di più