FAQ: Domande frequenti

  • Caratterizzazione di Base presso impianto RMI di Castelnuovo del garda: raccoglie tutte le informazioni circa il rifiuto, composizione, codice EER, tendenza a produrre percolato e conformità ai criteri di ammissibilità tramite analisi chimico-fisiche, svolte in accordo con quanto previsto dalla norma di settore (d. Lgs 121/2020). Questa parte viene eseguita nell’impianto di RMI di ac
  • Verifica di Conformità eseguita in discarica: Eseguita dal gestore a scadenze determinate (e comunque almeno una volta all’anno). Il rifiuto viene stoccato in baie dedicate e viene sottoposto a verifica analitica. Serve a garantire che il rifiuto conferito nel tempo corrisponda esattamente a quello descritto nella caratterizzazione di base iniziale.

Potranno essere smaltiti soltanto residui non pericolosi non ulteriormente recuperabili derivanti da operazioni di recupero dei veicoli fuori uso, tipicamente costituiti da:

  • Imbottiture e isolanti
  • Plastica
  • Materiale inerte/terra
  • Gomma
  • Feltri e tessuti
  • legno

Le procedure di omologa di ogni singola partita di rifiuti da conferire in discarica seguono rigidi protocolli che prevedono più livelli successivi di caratterizzazione e analisi, per i quali è  escluso la possibilità di conferimenti non idonei. Sono infatti previsti molteplici controlli, operati sia da personale interno alla ditta che da personale esterno e indipendente, oltre che dai vari Enti di controllo.

Non tutti i rifiuti sono riciclabili o riutilizzabili al 100%, non esiste economia circolare senza uno smaltimento controllato e al momento non è possibile riciclare o riutilizzare ogni frazione prodotta dal circuito  dei veicoli fuori uso. È fondamentale evidenziare che oggi, grazie agli investimenti in ricerca e nella sperimentazione tecnologica, la percentuale di frazioni non recuperabili si attesta intorno al 15-20%, mentre dieci anni fa la percentuale era del 30-35%.

Dunque, è logico prevedere che nei prossimi anni la percentuale di materiali recuperati e riutilizzati si alzerà ulteriormente

Le moderne discariche sono impianti tecnologici progettati per rendere quasi nullo il rischio di inquinamento dovuto allo spandimento del percolato. Il fondo dell’impianto è infatti costituito da una serie di strati sovrapposti che ne garantiscono l’impermeabilità nel tempo, dal basso verso l’alto:

  • Barriera geologica naturale
  • Barriera artificiale dello spessore di 120 cm, con permeabilità praticamente nulla
  • Materassino bentonitico
  • Geomembrana in HDPE

Sul fondo della discarica, al dispora degli strati elencati, è presente uno strato drenante di che ha il compito di raccogliere il percolato, il quale viene regolarmente aspirato a smaltito presso idonei impianti

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L’impianto è dotato di un Piano di Monitoraggio e Controllo che prevede una serie di controlli periodici su tutte le matrici ambientali all’introno della discarica: aria, acqua, suolo. Su tutte le matrici vengono eseguiti delle analisi chimiche periodiche da parte di laboratori indipendenti. La responsabilità dell’esecuzione del PMC è di un controllore indipendente e non della ditta, che garantisce la trasparenza sia delle metodologie della analisi che dei dati da queste rilevati.

La discarica è stata approvata perché la Regione Veneto ha ritenuto che gli approfondimenti che ha condotto RMI confermano l’originaria valutazione positiva degli uffici regionali. L’azienda ha integrato il progetto con quanto richiesto dal Tribunale Amministrativo Regionale, colmando l’unico “difetto di istruttoria in ordine alla verifica della distanza minima dal fondo discarica del livello di massimo escussione della falda.

RIMI ha incaricato Professori delle Università di Padova e Roma che hanno coordinato l’esecuzione di indagini più approfondite.  I risultati trasmessi alla Regione Veneto in seguito agli approfondimenti tecnici hanno eliminano ogni incertezza sul quadro idrogeologico, confermando la validità dell’operato dei tecnici della Regione. 

Tra gli impegni assunti da RMI rientra anche la realizzazione di una nuova viabilità di accesso al sito, progettata per evitare il transito dei mezzi attraverso i centri abitati di Sorgà e Castel d’Ario. Su questo intervento la Provincia di Mantova ha già espresso parere favorevole per l’innesto sulla Strada Provinciale 249.

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