Come è fatta una discarica moderna
Il fondo
Le moderne discariche sono impianti tecnologici progettati per rendere quasi nullo il rischio di inquinamento dovuto allo spandimento del percolato. Il fondo dell’impianto è infatti costituito da una serie di strati sovrapposti che ne garantiscono l’imperemeabilità nel tempo, costituiti dal basso verso l’alto:
- Barriera geologica naturale
- Barriera artificiale dello spessore di 120 cm, con permeabilità praticamente nulla (1 x 10 ^ -11 m/s).
- Materassino bentonitico
- Geomembrana in HDPE
Sul fondo della discarica, al di sopra degli strati elencati, è presente uno strato drenante che ha il compito di raccogliere il percolato, il quale viene regolarmente aspirato a smaltito presso idonei impianti
La copertura
La copertura finale è lo “scudo” multistrato posizionato sopra i rifiuti una volta esaurita la volumetria della discarica. Il suo obiettivo principale è isolare i rifiuti dall’ambiente esterno, riducendo al minimo l’infiltrazione d’acqua e gestendo in sicurezza i gas prodotti. Dal basso verso l’alto
- Strato di regolarizzazione
- Strato di drenaggio del biogas
- Geotessile
- Geomembrana HDPE
- Strato di argilla compattata
- Geocmposito drenante
- Terreno vegetale
- Inerbimento
Quadro idrogeologico e focus sulla falda
Il sottosuolo può essere schematicamente rappresentato così: i primi 5 – 6 metri di sottosuolo sono costituiti principalmente da terreni fini, in particolare da limi argillosi sovraconsolidati, aventi permeabilità molto bassa, saturi di acqua, ma non acquiferi (litotipo 1).
Il secondo livello che parte da circa 5 – 6 metri di profondità è costituito principalmente da sabbie fini, e contiene al suo interno un acquifero (Litotipo 2)
C’è una falda acquifera a -0,67 m dal piano campagna?
No, non è presente una falda a quella profondità. I terreni risultano naturalmente saturi a causa delle precipitazioni e, all’interno del litotipo 1, è presente una minima quantità d’acqua. Tuttavia, perché si possa parlare di falda acquifera, è necessario che le acque sotterranee siano in movimento da monte verso valle, con una dinamica di flusso continua. Questo fenomeno si verifica nelle sabbie del litotipo 2 — dove infatti è presente un acquifero attivo —, ma non nei limi argillosi del litotipo 1, dove l’acqua è presente in quantità estremamente ridotta e in condizioni di sostanziale stasi, non costituendo di fatto una falda.
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